Souvenir de voyage. Paesaggi musicali nel secolo dei viaggiatori è un concerto-spettacolo che intreccia musica, letture, videoproiezioni per raccontare di viaggi, artisti e cartoline musicali nel secolo del Romanticismo.

 

L’artista viaggiatore è un personaggio antico, tuttavia è in epoca moderna che nasce una relazione profonda tra arte e spazio, con l’invenzione del paesaggio, a cui si accompagna la scoperta di una simmetria tra l'animo dell'artista – i suoi sentimenti, la sua soggettività – e ciò che è visibile: l’orizzonte, il luogo.

Souvenir de voyage. Musical landscapes in the century of travelers was a dramatized concert that mixed music, readings and videos to narrate the travels and the artists of the Romantic period.

 

The artist traveler is an ancient character, yet in modern times, a new deep relation between art and space came to light, with the invention of landscape and the parallel institution of a symmetry between the artist's soul, his subjectivity, his feelings and what is visible: the horizon, the environment.


I paesaggi musicali di Mendelssohn e Čajkovskij

L’idea di paesaggio come «luogo della mente» trova un’efficace forma di espressione nella musica, la più astratta delle arti. Il repertorio musicale pensato per la serata è:

 

- F. Mendelssohn Bartholdy, Ouverture Le Ebridi, per orchestra;

- F. Mendelssohn Bartholdy, Lieder im freien zu singen, per coro da camera;

- P. I. Čajkovskij, Souvenir d’un lieu cher, per violino solo e orchestra.

 

Nel 1829 Felix Mendelssohn, nel corso di un viaggio tra le isole scozzesi, ha occasione di vedere la grotta di Fingal, una cavità naturale sul mare, scolpita dalla natura con formidabile rigore geometrico. L’impressione del luogo lo porta a comporre l’Ouverture Le Ebridi. La grandiosità architettonica della grotta marina, spazzata dal vento e percossa dalle onde, che sono ritratte nel tema dell’opera, vivono nel ricordo dell’artista, che ne fa, appunto uno straordinario paesaggio dell’animo.

 

I Lieder im freien zu singen di Mendelssohn riportano la curiosa indicazione: «da cantarsi all’aria aperta». Un’indicazione che testimonia la volontà del compositore di creare un paesaggio musicale a cui legarsi gioiosamente anche nel momento dell’esecuzione. La primavera, il canto dell’allodola, il risveglio della natura riportano a un paesaggio ideale, un luogo dell'anima, in cui ritirarsi fuggendo dalla quotidianità urbana.

 

Uno stretto rapporto con il paesaggio è presente anche nel Souvenir d’un lieu cher di Pëtr Ilič Čajkovskij, l’altro protagonista della serata. Ospite nella tenuta estiva di un’amica, il compositore immagina un «souvenir» musicale in tre movimenti, in cui vivono le suggestioni del magnifico luogo che lo circonda, a cui Čajkovskij dedica la sua musica. La partitura riporta infatti la dedica «a B*******», ossia al paese di Brailovo, in Ucraina.

Mendelssohn e Čajkovskij's musical landscapes

The idea of landscape as a «place of the mind» finds an effective way of expression in music, the most abstract art. The concert program featured:

 

- F. Mendelssohn Bartholdy, Ouverture The Hebrides, for orchestra;

- F. Mendelssonh Bartholdy, Lieder im freien zu singen, for chamber choir;

- P. I. Čajkovskij, Souvenir d’un lieu cher, for violin solo and orchestra.

 

In 1829, during a trip to the Scottish island, F. Mendelssohn had the chance to visit Fingal's Cave, a natural cavern on the sea, carved by nature with an extraordinary geometrical shapes. The German composer, impressed by the majesty of that place, composed the Ouverture The Hebrides. The extraordinary architecture of the sea cave, blown by the wind and hit by the ocean waves, live in the artist's memory, that transforms them into an wonderful «landscape of the mind».

 

Mendelssohn's Lieder im freien zu singen show the curious indication: «to be sung in open air». This indication witnesses the author's will to create a living musical landscape both during composition, with the instruments of a composer, and during a performance that joyfully celebrates nature, the birdsongs, the spring awakening, surrounded by the spring nature.

 

 

A close relationship with the landscape features also Pëtr Ilič Čajkovskij's Souvenir d'un lieu cher. Čajkovskij, the other protagonist of the concert, wrote his Souvenir during a stay in a friend's wonderful summer estate. He imagined a musical «souvenir» divided in three movements, in which the atmosphere of the enchanting place that surrounded him would be depicted. To the town of Brailovo, now Ukraine, where he was at that time, the author dedicated the composition, as if it was a lover whose name he refuses to confess: «to B*******».


Note di regia

Dal programma di sala

Nella modernità, per la prima volta, la pittura e le altre arti eleggono a proprio oggetto una veduta, sia essa una valle, un orizzonte, un sito di rovine antiche, il mare, senza che vi siano un soggetto o un'azione a fare da protagonisti. L'invenzione del paesaggio come sguardo nella propria interiorità è la suggestione che ci guiderà attraverso i grandi racconti di viaggio dell'Ottocento, i dipinti di Friedrich, le narrazioni di Gogol', Chateaubriand, Gautier. Letture e videoscenografie faranno da cornice allo spettacolo, sulla scia dei viaggiatori del secolo XIX, lungo le rotte che essi percorrono e nei luoghi che visitano, in un’Europa che stringe legami internazionali tra le sue terre e culture e che, viaggiando (e ricevendo viaggiatori), si scopre compiutamente diversificata e unica.

The dramatic frame

From the concert program

In modern times, for the first time, painters and artists in general chose as their subject a landscape - a valley, the sea, ancient ruins, without a subject or an action as protagonists. The invention of landscape as projection of the artist soul is the theme that led us to the great travel narrations of the XIX century, to Friedrich's paintings, to the words of Gogol', Chateaubriand, Gautier. Readings and video-scenography will weave together with music, along the routes followed by the Romantic travellers and through the places that they visited: a complex Europe that creates international links between its lands and cultures and that, travelling (and receiving travellers), reveals to be fully composite and unique.


Un fotogramma della videoscenografia della serata, in cui abbiamo dato vita al Viandante in un mare di nebbia di Caspar David Friedrich. // A frame of the video-scenography of the event, in which German painter Caspar David Friedrich's Wanderer above the sea of fog was animated.